Ha fatto rapidamente il giro dei media e dei gruppi scolastici su WhatsApp la notizia di una nuova proposta di legge che potrebbe rappresentare una vera svolta per le pensioni degli insegnanti. Al centro dell’attenzione, una misura che prevede un riscatto laurea agevolato insegnanti a condizioni mai viste prima: 900 euro all’anno per ogni anno di studi universitari da riscattare. Una cifra simbolica se confrontata con i costi attuali, che spesso scoraggiano anche i più motivati.
L’iniziativa, se approvata, potrebbe consentire a migliaia di insegnanti di accedere alla pensione già a 61 anni, con 38 anni di contributi. Un’opportunità che ha acceso gli entusiasmi nel corpo docente, specialmente tra chi si trova nella fascia di età compresa tra i 50 e i 60 anni.
Come funzionerebbe il nuovo riscatto laurea agevolato insegnanti
La proposta prevede la possibilità, per gli insegnanti in servizio, di riscattare fino a cinque anni di corso di laurea pagando un contributo fisso di 900 euro per ciascun anno. Il versamento potrà essere effettuato anche in un’unica soluzione, e si applicherà a condizione che gli anni da riscattare non siano già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa.
A differenza delle formule esistenti, la misura in discussione non si baserebbe sulla retribuzione del lavoratore né sulla durata complessiva della carriera, ma offrirebbe un’opportunità valida per tutti i docenti a prescindere dall’inquadramento economico. La norma si applicherebbe esclusivamente al personale docente e potrebbe incidere in modo significativo sui requisiti per la pensione anticipata.
Cosa prevede oggi il riscatto della laurea
Attualmente il riscatto della laurea è già possibile, ma con regole e costi ben diversi. L’opzione ordinaria comporta un calcolo basato sulla retribuzione dell’interessato e può facilmente superare i 30-40.000 euro complessivi per una laurea quinquennale.
Esiste anche la possibilità di accedere al cosiddetto “riscatto agevolato”, introdotto nel 2019, che però è riservato ai periodi da valorizzare con il sistema contributivo. In questo caso, il costo si aggira intorno ai 5.300 euro l’anno (valore 2024), una cifra comunque significativa per chi ha più anni da riscattare.
Confronto con le misure attuali
La grande novità della proposta in discussione è proprio nel costo simbolico di 900 euro l’anno, destinato esclusivamente agli insegnanti, e quindi non esteso a tutte le categorie di lavoratori.
Ecco un rapido confronto:
- Costo riscatto ordinario: 30.000 – 40.000 euro (a seconda della retribuzione)
- Costo riscatto agevolato: circa 5.300 euro l’anno
- Costo riscatto laurea agevolato insegnanti (nuova proposta): 900 euro l’anno
Una differenza che parla da sola e che giustifica l’eco mediatica suscitata dall’iniziativa. Se approvata, la norma costituirebbe un precedente importante per il riconoscimento del valore della formazione universitaria all’interno della carriera scolastica.
Facciamo un esempio
Un docente che oggi ha 54 anni e insegna da oltre 25 potrebbe aver completato una laurea quadriennale tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Se non ha mai riscattato gli anni di studio per via del costo elevato – che può superare i 30.000 euro – con il nuovo riscatto laurea agevolato insegnanti potrebbe versare solo 3.600 euro per riscattare i suoi 4 anni universitari. Questo gli permetterebbe di anticipare l’uscita dal lavoro a 61 anni, con almeno 38 anni di contributi.
Uno spiraglio per una pensione più giusta
Molti docenti, entrati tardi nel mondo del lavoro a causa della lunga formazione universitaria e di concorsi spesso irregolari, si trovano oggi a fare i conti con prospettive pensionistiche lontane. Con questa proposta, si accende una luce in fondo al tunnel, offrendo una via concreta per rendere giustizia a chi ha dedicato una vita all’insegnamento.
Naturalmente, la misura dovrà superare il vaglio parlamentare e potrebbe subire modifiche. Ma l’interesse suscitato è già un segnale forte: qualcosa si muove, e stavolta in direzione dei docenti.
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